REalizzazione piatto concentratore

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REalizzazione piatto concentratore

Messaggio Da Admin il Dom Feb 05, 2017 5:52 pm

COSTRUZIONE PIATTO AD ANELLI PER CONCENTRARE

Giuseppe Contin, Associazione Oro In Natura



Questi piatti hanno una numerosa varietà di forme soprattutto perché vengono utilizzati nelle competizioni per la facilità di concentrazione dei materiali pesanti sul fondo e per la velocità di espulsione di quelli leggeri. Anche i materiali utilizzati nella costruzione  sono molteplici, io preferisco il legno per diversi motivi: si lavora facilmente senza la necessità di macchine utensili, si possono facilmente costruire piatti con profili diversi per le esigenze più disparate e, non ultimo, il basso costo del prodotto finale.
Negli ultimi anni ho costruito parecchi
piatti, inizialmente per concentrare i materiali pesanti durante la pesca dell’oro sui fiumi, successivamente per poter partecipare alle gare, attualmente per cercare profili più redditizi.

Per tutti coloro che volessero provare a costruirne uno fornisco le indicazioni per realizzare quello adatto per la concentrazione durante la ricerca. Ovviamente questo piatto si usa di norma dove non vi è acqua adatta per posizionare la canaletta, ma posso assicurare gli scettici che è altrettanto veloce.




Materiali necessari
- 2 fogli di compensato di pioppo con dimensioni di 500x500 millimetri e spessore di 3 millimetri (lo spessore è molto importante perché spessori superiori aumenterebbero la profondità del piatto e rallenterebbero la fuoriuscita dei materiali leggeri durante il lavaggio). Scegliere con cura il compensato in modo che abbia almeno una faccia ben liscia senza nodi e screpolature.
- 1 foglio di compensato di pioppo con dimensioni di 200x300 millimetri e spessore di 6 millimetri.
- 1 flacone di colla idroresistente per legno, io uso “Bostic – Construct Legno”.
- 1 barattolo di stucco poliestere bicomponente (stucco metallico per carrozzerie).
- Graffette metalliche di lunghezza 6 millimetri.
- Vernice per impregnare.
- Vernice nera per il fondo.
- Vernice di colore a piacere per la finitura esterna.


Attrezzatura
- Traforo ad archetto con seghette per legno del n° 2 (relativamente sottili).
- Trapanino manuale con una punta da 1 millimetro.
- Graffettatrice.
- Tela abrasiva con grana 80, 120 e 200 (sono solo delle dimensioni indicative, vanno benissimo anche grane diverse).
- 1 compasso che abbia la possibilità di disegnare cerchi con il raggio di 250 millimetri.
Costruzione
Inizialmente è importante stabilire quali saranno le dimensioni finali del piatto: diametro esterno, profondità e dimensioni del fondello dove andranno a concentrarsi i materiali pesanti. Non essendo un piatto da gara il diametro esterno può essere fissato in modo arbitrario, ma conviene attenersi a quanto prescrive la “WGA” e cioè che non debba superare i 500 millimetri. La profondità è determinata dal numero di anelli che si andranno a sovrapporre, nel nostro caso 12 quindi 36 millimetri a cui si andrà a sommare la profondità del fondello di 9 millimetri, che ha un diametro di 130 millimetri.

Si procederà per prima cosa a disegnare sui due fogli di compensato da 3 millimetri una serie di anelli concentrici (passo 30 millimetri), le cui dimensioni sono:
1° foglio
160/220 – 220/280 – 280/340 – 340/400 – 400/460 – 460/500 millimetri. 2° foglio
130/190 – 190/250 – 250/310 – 310/370 – 370/430 – 430/488 – 488/500 millimetri.
Sul foglio di spessore 6 millimetri si disegnerà un anello di 130/190 millimetri.

Prima di proseguire è necessario fare una precisazione sulla robustezza del compensato e quindi anche del prodotto finale. Si potrà vedere che le due facce del foglio di compensato hanno le fibre del legno disposte nello stesso senso mentre quelle dello strato interno, non visibile, sono disposte in senso perpendicolare alle prime. Questo, per i compensati di basso spessore, sta ad indicare che la resistenza meccanica è diversa nei due sensi in cui sono disposte le fibre e più precisamente è




maggiore nel senso in cui le fibre sono disposte longitudinalmente. Allo scopo di ottenere un piatto con resistenza meccanica relativamente omogenea su tutta la circonferenza è necessario quindi incrociare le fibre delle due serie di anelli. Per evitare errori in fase di montaggio consiglio di segnare con “X” gli anelli di un foglio nel senso longitudinale delle fibre e con un’altra “X” gli anelli del secondo foglio nel senso trasversale delle fibre (vedere figura 3). Allineando, in fase di montaggio, tutte le “X” si saranno incrociate le fibre dei vari anelli. Prima di tagliare gli anelli consiglio quindi di apporre la marcatura poc’anzi descritta.
Con il traforo e molta pazienza si dovranno tagliare tutti gli anelli, avendo l’accortezza di eseguire l’operazione con la massima regolarità possibile, iniziando ovviamente da quelli più esterni. Per inserire la seghetta del traforo tra un anello e l’altro praticare un forellino da 1 millimetro esattamente sulla riga del cerchio precedentemente disegnato.
A questo punto è necessario lisciare gli anelli appena tagliati con la tela abrasiva grana 80(va benissimo anche la 100 o 120). Per far questo conviene costruirsi dei tamponi, uno con sezione rettangolare 50x20 lungo 200 millimetri ed uno tondo con diametro 30 millimetri e lungo come il precedente sui quali avvolgeremo la tela abrasiva fermandola con due chiodini.

Con molta delicatezza andremo ad asportare tutte le asperità presenti sugli anelli: con il tampone rettangolare sulle parti in piano, con il tampone tondo sulle circonferenze interne degli anelli. Per quest’ultima operazione tenere il




tampone leggermente inclinato in modo da formare un piano non perpendicolare alle pareti (vedere figura 1). Con il successivo montaggio degli anelli questi piani leggermente inclinati andranno a formare degli angoli negativi rispetto al senso di uscita dei materiali leggeri favorendo la trattenuta di quelli pesanti. Fare attenzione al senso dell’inclina-zione. Consiglio di eseguire l’opera-zione di lisciatura sulla circonferenza esterna subito dopo il relativo taglio, quando cioè i cerchi non sono ancora stati tagliati ed il tutto è molto più robusto. L’esecuzione di tale operazione sui singoli anelli risulta leggermente più difficoltosa con pericolo di possibili rotture. Tenere separati gli anelli ottenuti dai due fogli.

Una volta preparato tutto il materiale si procede all’assemblaggio. Iniziamo dal fondello, prendiamo i due anelli da 130/190 di spessore 3 e 6 millimetri (se non fossimo riusciti a procurarci il compensato di spessore 6 millimetri  possiamo tagliare due anelli di spessore 3 millimetri, l’importante è che la somma degli spessori sia di 9 millimetri) che vanno incollati insieme rinforzando la struttura con 4 – 8 graffette e messi da parte in attesa che la colla si asciughi.

Asciugata la colla con il tampone tondo carteggiare la parte interna del foro sino ad ottenere delle pareti lisce ed a forma tronco conica che favorirà notevolmente la trattenuta dei materiali pesanti durante il lavaggio. Incollare a questo punto il fondo da 160 millimetri, rinforzandolo con 4 – 8 graffette, facendo attenzione di posizionarlo dalla parte ove il foro del fondello è più grande (vedere figura 2); asportare con uno straccio ogni traccia di colla che si verrà a formare nell’angolo interno del fondo del fondello.
Iniziamo il montaggio del piatto prendendo i due anelli esterni, uno per ogni serie; entrambi avranno il diametro esterno di 500 millimetri, uno dei due avrà una larghezza dell’anello di soli 6 millimetri, è necessario maneggiarlo con cura per non romperlo. Spalmiamo sulla superficie inferiore di quest’ultimo (tenere presente l’angolo negativo dello spessore interno) un leggero strato di colla e poi sovrapponiamolo all’altro anello allineando le due “X”. Controlliamo che i bordi esterni siano ben allineati quindi fissiamo i due anelli mediante graffette metalliche: io per questo primo anello esterno ne utilizzo 16 equidistanti a circa 22,5°.

Per poter posizionare tutti gli anelli concentricamente io utilizzo un sistema molto semplice: quando disegno i cerchi sul compensato traccio anche gli assi orizzontali e verticali perfettamente perpendicolari tra di loro. Durante il montaggio una volta allineati gli assi si saranno resi concentrici anche gli anelli. Prendiamo i due anelli appena montati, posizioniamoli in modo da avere il lato inferiore in vista e spalmiamo uno strato di colla su poco più della metà dello spessore dell’anello partendo dal bordo interno. Prendiamo l’anello immediata-mente più piccolo di quelli preparati, tra le due serie a disposizione, mettiamolo sul piano di lavoro e disponiamoci sopra i due anelli precedentemente assemblati e preparati con la colla, si sarà così incollato il terzo anello. Verificare sempre l’allineamento degli assi e delle “X”, quindi fissare con le graffette metalliche: io da questo anello in avanti ne utilizzo 8 equidistanti a circa 45°.

Una operazione importante da eseguirsi dopo il fissaggio di ogni anello è quella di pulire con uno straccio tutti gli



eccessi di colla dall’angolo interno; quella all’esterno può essere lasciata, anzi aiuterà a rinforzare la struttura.

Si prosegue con il montaggio anello per anello sino all’esaurimento degli stessi; per ultimo si incollerà il fondello precedentemente preparato.

L’assemblaggio vero e proprio è praticamente terminato però gli anelli non saranno perfettamente in piano e la struttura tenderà ad avere una forma leggermente ad imbuto, comunque irregolare. E’ necessario quindi, finchè la colla non si è ancora indurita del tutto, posizionare il piatto in modo che assuma la forma e le dimensioni volute.

Per ottenere questo si mette il piatto capovolto sul piano di lavoro, sopra al piatto si mette un’asse o un profilato metallico perfettamente piani e sufficientemente lunghi da poter inserire oltre al piatto anche due spessori; ancora sopra un peso sufficiente a comprimere il tutto sino a che l’asse non si sia appoggiata sugli spessori stessi (vedere figura 4).

Questi spessori preparati in precedenza della misura voluta, nel nostro caso 48 millimetri (12 anelli x 3 più 1 fondello x 12), sono molto importanti perché consentiranno al peso di comprimere il piatto solo sino alla misura voluta e non oltre. Se non ci fossero gli spessori il peso schiaccerebbe il piatto sino ad arrivare a bilanciare la sua elasticità e quasi sicuramente in modo non complanare. In casi estremi si potrebbe arrivare allo schiacciamento completo del piatto.

Si lascia asciugare in compressione per 24 ore ed i il piatto è pronto per le successive lavorazioni.

Prima di proseguire è necessario verifi-
care che non vi siano dei tratti degli anelli non perfettamente incollati, con la presenza di leggere fessure, specialmente nella parte interna. In caso affermativo si procede ad inserire nelle fessure una piccola quantità di colla asportando accuratamente quella in eccesso con uno straccio: si lascia asciugare ancora per qualche tempo.

Si procede ora a carteggiare con il tampone e tela abrasiva grana 80 tutta la parte esterna del piatto: bordo esterno e parte inferiore asportando leggermente anche gli spigoli degli anelli; ripassare poi il solo bordo esterno con tela abrasiva grana 120. La parte interna va passata leggermente e solo se necessario con tela abrasiva grana 200 facendo attenzione a NON ASPORTARE gli spigoli degli anelli. Sono questi ultimi infatti a trattenere il materiale pesante durante il lavaggio e a concentrarlo nell’anello sottostante sino a che, anello dopo anello, arriva nel fondello. Una volta che il concentrato pesante e quindi anche l’oro è arrivato nel fondello è ben difficile che possa uscirne.

E’ arrivato a questo punto il momento dell’impregnazione del materiale, fase molto importante per la durata del piatto nel tempo. Non bisogna dimenticare che questo attrezzo rimane per molte ore in acqua a contatto di sabbia e ghiaia in movimento quindi di materiali molto abrasivi. Se riusciamo ad indurire il legno, specialmente sugli spigoli, ne ridurremo l’usura.

Acquistare un impregnante di buona qualità (io preferisco quelli a base sintetica e non ad acqua, inoltre prendo quelli che in un unico prodotto hanno la funzione sia di impregnare che finire la superficie. La durezza della pellicola  

che si viene a formare è, per questi ultimi, superiore.), ed applicarne in questa fase almeno due mani, meglio sarebbe tre. Lasciare asciugare perfettamente tra una mano e l’altra passando leggermente la tela abrasiva grana 200, solo sulla parte interna del piatto, per eliminare le piccole asperità e rendere così lo strato di vernice più omogeneo, duro e resistente. Consiglio di utilizzare un impregnante che renda il legno a fine trattamento molto scuro, sarà così più facile vedere eventuali pagliuzze d’oro che girano nel piatto, fuori dal fondello, durante le ultime fasi di concentrazione.

Teoricamente il piatto potrebbe essere pronto per l’utilizzazione, ma risulta ancora troppo elastico e quindi deformabile con le sollecitazioni. La deformazione elastica è un fattore negativo: durante il lavaggio infatti, con il piatto pieno di materiale pesante diversi chili, le deformazioni potrebbero provocare dei movimenti incontrollabili dell’acqua che entra ed esce dal piatto con conseguente perdita di materiale.

Per irrobustire ed irrigidire il piatto è necessario spalmare sul retro dello stesso uno strato di stucco poliestere tale da ricoprire tutti i dislivelli tra gli anelli. Lo stucco metallico è una resina bicomponente, uno dei due è il catalizzatore; la percentuale di quest’ultimo e la temperatura ambiente determinano il tempo di indurimento che normalmente è molto veloce. E’ preferibile preparare piccole quantità di stucco e spalmarlo velocemente anche se in modo non uniforme. Dopo circa un’ora (vedere sulla confezione quale è il tempo trascorso il quale si può carteggiare) si carteggia leggermente, solo per togliere le asperità maggiori e si posiziona un altro strato di stucco coprendo le imperfezioni dello strato precedente. Terminato tutto il piatto lo si lascia riposare 24 ore in modo che lo stucco abbia la possibilità di indurire completamente. Si carteggia a fondo eliminando le imperfezioni e si prosegue con una mano di vernice a smalto, sulla parte esterna del piatto, del colore che più ci aggrada; normalmente è sufficiente questa sola mano.

La parte interna va trattata in modo diverso: il fondello va verniciato con due mani di colore nero opaco che meglio fa risaltare le scagliette d’oro. La restante parte si può lasciare con il legno a vista proseguendo con ulteriori due o tre mani di impregnante sempre carteggiando leggermente tra l’una e l’altra.


Manutenzione
Premetto che non so quale sia l’effettiva durata di questi piatti perché mi manca una sufficiente esperienza. Posso solo dire che il primo piatto che ho costruito lo sto usando da più di due anni in modo alquanto intensivo ed è ancora in perfette condizioni.

L’unica manutenzione eseguita periodicamente consiste nel ravvivare la vernice nera del fondo e l’impregnante del bordo prima che l’usura porti allo scoperto il legno. Se ciò dovesse avvenire in pochissimo tempo sarebbero asportati gli spigoli degli anelli compromettendo il buon funzionamento del piatto.

Ho terminato, buon lavoro a chi ha intenzione di cimentarsi con questa costruzione e buona ricerca a tutti.

Giuseppe Contin
Per la condivisione di questo tutorial non chiediamo nulla ma ci farebbe piacere una citazione o un ringraziamento al gruppo magari attraverso la pagina fb di oro in natura … grazie. Ne chiediamo anche di non divulgarne copia al di fuori.
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