Dalla a Batea alla fialetta

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Dalla a Batea alla fialetta

Messaggio Da Admin il Ven Feb 03, 2017 6:18 pm

Dalla batea alla fialetta.
Se cercare oro su fiumi e torrenti è una sfida alle proprie competenze e forze, le operazioni di pulizia dei concentrati sono spesso una sfida alla propria pazienza e concentrazione, specialmente se si vuol arrivare ad eliminare dal raccolto sul fiume tutto quanto oro non è, fino alle particelle più minute. Il modo che descriverò è quello che io uso da anni. Sicuramente altri cercatori hanno sviluppato con l’esperienza sistemi diversi e mi piacerebbe conoscerli, credo ci siano ampi margini per migliorare.
Per descrivere gli attrezzi e i vari passaggi userò principalmente delle fotografie.
Gli attrezzi:
1) Il classico succhiotto. I succhiotti migliori sono quelli con la forma a campana (B) nella foto. Per non rallentare il passaggio delle scagliette uso un tubicino non più lungo di 6-7 cm. e taglio la parte esterna a fetta di salame, questo permette di tenere il succhiotto inclinato mantenendo comunque la massima capacità di aspirazione.

2) Contenitore per l’oro. Lo ricavo da uno dei contenitori di pellicola fotografica tagliandolo ad una altezza che permetta, messo capovolto a coperchio, di tapparne completamente l’apertura del succhiotto.
3) Siringa. Uso una siringa con ago sottile (per non rischiare di aspirare qualche minuta scaglietta, vanno benissimo le siringhe per insulina) alla quale inserisco una molla sullo stantuffo, questo mi permette di usare una sola mano. Premo lo stantuffo e quando lo rilascio la molla lo richiama verso l’alto aspirando l’acqua.






4) Selezionatore. Da uno dei vecchi floppy disk ritaglio dal dischetto di memoria un triangolino e lo inserisco su una bacchetta cinese di bambù. Questo tipo di plastica è l’ideale per colore e flessibilità. Il taglio a triangolo permette con la punta di selezionare i minuti granelli da scartare e poggiato sul lato inferiore di spostare ordinatamente quanto si è selezionato.







Uso del bastoncino selezionatore
Il mercurio e l’oro


A volte capita di trovare scagliette parzialmente o anche completamente di colore argenteo(A). Queste scagliette sono state a contatto con il mercurio formando sulla superficie uno strato di amalgama.
C’è chi per eliminare il mercurio scalda le scagliette con una fiamma (notori i rischi neurotossici per inalazione di vapori di mercurio!!) . Il risultato è che evaporato il mmercurio nella parte dove era presente l’amalgama, l’oro appare opaco e parzialmente spugnoso(B).
Io preferisco conservare le scagliette con tracce di amalgama così come le ho trovate con un accorgimento, le tengo separate dalle consorelle per evitare il contagio.
Quel che rimane…..
Recuperato l’oro non sempre butto la sabbia rimasta, ne tengo una certa quantità (l’equivalente di un bicchiere) ormai sterile e colleziono i concentrati di tutti i fiumi e torrenti dove sono stato.
E’ anche questa ritengo una interessante e utile collezione! Qualche esempio…..
Giuseppe Rizzi 18.01.2016
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