Torrente Cervo

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Torrente Cervo

Messaggio Da Admin il Mer Feb 08, 2017 2:59 pm

Quando la fortuna aiuta

Roberto Mattiello, Giorgio Campagnolo, Associazione Oro In natura.


Uno dei primi torrenti che decidiamo di esplorare, una volta presa la decisione di andare oltre le sponde sicure del Ticino, è il Cervo.
Sentiamo per la prima volta parlare di ritrovamenti interessanti sul Cervo in occasione di una gara all’Arena Victimula e tanto basta per accendere la nostra curiosità.
Il primo punto da affrontare è dove iniziare la ricerca, infatti all’Arena avevamo sentito parlare di ritrovamenti ma i luoghi erano rimasti super segreti. Quindi avevamo la necessità di fare un minimo di selezione non potendo, per motivi di tempo, setacciare tutti gli oltre 65 km del Cervo dal Lago della Vecchia a dove si immette nel Sesia.
Comincia qui la ricerca bibliografica sui libri ed in rete.

Iniziamo da “I Tesori sotterranei dell’Italia” dello Jervis dove a pagina 132 e seguenti troviamo:
“SAN PAOLO CERVO.
- Oro nativo in pagliuzze, nel torrente Cervo.
SAGLIANO MICCA.

- Oro nativo in pagliuzze rinvenute in quantità insignificanti nelle sabbie del torrente Cervo. Era lavata dagli abitanti nel secolo XVIII.
Sembra che le pagliuzze d'oro non si rinvengono in alcun punto in questa valle superiormente a Sogliano Micca.
ANDORNO CACCIORNA.
- Oro nativo in pagliette nel torrente Cervo.
MIGLIANO.
- Oro nativo; rinvenuto in minute pagliole nel torrente Cervo, che divide questo territorio di Sogliano Micca, e fu lavato dagli abitanti nel secolo XVIII.
TOLLEGNO.
- Oro nativo in pagliuzze nel torrente Cervo. Non si ha alcuna memoria che sia mai stato pescato.
BIELLA.
- Oro nativo; rinvenuto nel torrente Cervo in pagliuzze, avente il titolo approssimativo di 9/10 di fino. Nel secolo passato era oggetto di pesca. Un negoziante di Biella assicurò Mullatera ( scrivendo nel 1776) aver sovente ricevuto delle pepite d'oro del peso d'un sequino e un Luigi d'oro - la pesca fu abbandonata in seguito (1).
COSSATO.
- Oro nativo in pagliuzze nel torrente Cervo, alle volte oggetto di pesca.
CASTELLETTO CERVO.
- Oro nativo in pagliuzze nel torrente Cervo.
MOTTALCIATA.
- Oro nativo in pagliuzze nel torrente Cervo.”

Passiamo al libro del Dott. G. Pipino: “Oro, Miniere, Storia. Miscellanea di giacimentologia e storia mineraria italiana” e troviamo delle prime conferme (pag. 427 e seguenti)

Iniziamo poi la ricerca in rete per trovare qualche notizia.
Prima tappa il sito di Zappetta Gialla: http://www.minieredoro.it/,  che in relazione al Cervo riporta la descrizione della località Buronzo, con descrizione dei ritrovamenti e che sarà tappa di una nostra gita, con risultati analoghi quelli descritti.
In Books.google.it troviamo altre notizie ed in particolare nel “Dizionario geografico – storico – statistico - commerciale” di Goffredo Casalis del 1848 così descrive il comune di Sagliano (Salianum):
“ com. nel mand. di Andorno-Cacciorna, prov. e dioc. di Biella, div. di Torino. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett. ipot. di Biella, insin. e posta di Andorno-Cacciorna. Sta presso il Cervo nella valle di Andorno a tramontana di Biella, da cui è discosto quattro miglia. Dodici piccole villate compongono questo comune, cioè: Piano; Cantoni; Sagliano ; Tintoria; Casale; Zorid; Passo breve; Falletti; Code superiori; Code inferiori; al Pozzo; Ameje; Crosa; Ritana. L'unica sua strada comunale mette ad Andorno, ed indi a Biella. Un sentiero di qua conduce verso tramontana nella valle superiore; ed un altro verso ponente scorge al celebre santuario di Oropa. Evvi anche una angusta via che verso borea comunica colla Bocchetta di Sessera; e per un tratto montuoso di circa dieci miglia conduce nella val grande del Sesia sino al luogo di Scopello. Il Cervo che esce dal lago della Vecchia, sito distante dieci miglia circa da Sagliano, scorre verso Biella, e va a sboccare nel Sesia in vicinanza di Vercelli; in questo comune il Cervo tragittasi col mezzo di un antichissimo ponte in pietra, situato sopra un orrido scoglio. Vi corrono inoltre due torrenti, uno denominato Morezza, e l'altro di Occhiama; il primo è alimentato da varie fontane, e dopo un corso di circa due miglia si scarica nel Cervo; l'altro, che si suppone un ramo del torrente Oropa, discende nella direzione da ponente a tramontana; dopo un corso di circa un miglio e mezzo entra pure nel Cervo, ed è assai rinomato, perchè contiene molte pagliuzze d'oro: queste correnti sono feconde di trote squisite.”  

Proseguendo la ricerca in internet ci imbattiamo sulle relazioni dell’ARPA e sulle foto del terribile alluvione del giugno 2002 davvero impressionanti le foto del prima e del dopo. https://www.youtube.com/watch?v=AnnEu6KI3uw




Comune di Biella, torrente Cervo; le tre fotografie in sequenza mostrano l’area industriale (exLanificio Pria) situata sulle sponde del T. Cervo. Foto A (archivio fondazione Sella):foto storica della piena del 1908, sullo sfondo è visibile “il Ponte delle Signore”risalente all’inizio del 1800, distrutto durante l’ultima piena. Foto B: la stessa area durante la piena del 2002, si nota l’altezza raggiunta dalle acque che hanno copertola parte terminale dell’area attrezzata a giardino. Foto C: foto scattata il giorno successivo, in primo piano la vistosa erosione che ha asportato parte del giardino.



E la visita al ponte delle Signore lascia senza parole!

La potenza dell’acqua in alcuni punti ha letteralmente sparato i piombini nella roccia! (foto 1)
Le foto dal satellite ci danno una prima idea dei restringimenti, delle anse, della forma del fiume.
Partiamo domenica 15 novembre 2009 alla volta di  Sagliano Micca,  strada per la frazione Oneglie .
Arrivati veniamo impressionati dalla vista di un tubo di un metro di diametro per almeno due di lunghezza ad oltre due metri di altezza dall’alveo naturale del fiume (foto 2) e scaviamo per alcune ore senza riscontro. Passiamo nel pomeriggio in altri due punti nelle vicinanze ma ancora senza esito se non per un puntino. Effettivamente un po’ poco.
Ci assale un dubbio, che avesse ragione lo Jervis quando scrive: sopra Sagliano Micca non si riscontra oro? Probabilmente si!
Stanchi della giornata di lavoro, raccogliamo tutta l’attrezzatura e decidiamo di abbandonare il posto. In auto iniziamo i commenti sulla giornata: bella giornata, immersi nella natura, tra amici che condividono la stessa passione, lavorato con criterio … insomma cerchiamo tutti i lati positivi della giornata, certo un risultato del genere non era proprio quello che si sperava, anche se la difficoltà di ricerca nel torrente e la possibilità di una o più uscite in bianco in un nuovo corso d’acqua viene sempre prevista.
Prima che cali il buio, scendiamo verso Biella e ci fermiamo a Miagliano e da un comodo sentiero scendiamo sotto il ponte (foto 3). Tra i grossi massi si trova una quantità di ferro di origine antropica ed una ricerca superficiale ci fa ritrovare un paio di puntini di oro ed una pagliuzza di circa un millimetro. Tanto basta a farci decidere che quella sarà la prossima meta.



Il sabato successivo iniziamo di buon mattino e di nuovo alcuni puntini ci fanno ben sperare e non ci fanno sentire il vento freddo che scende dalla montagne innevate e l’acqua ghiacciata. Ogni piatto è una sorpresa: un proiettile, una chiave, un martello, un’ascia (foto 4 - 5) e sempre tanto piombo che viene diligentemente raccolto a parte. Ma oro niente di niente se non per un piccolo ciondolo a forma di chiave riportante la scritta “Con questa apri il mio cuore”. La giornata si conclude così, per la seconda volta il Cervo si dimostra avaro di doni.  
Non domi, il sabato dopo ripartiamo esattamente per lo stesso posto e gli stessi sassi, con un unico pensiero: eppure qualcosa dovrà pure uscire! Le ore passano inesorabili senza risultato. Quasi abbandonata ogni speranza si ferma nella batea una piccola piramide, ma non può essere … è troppo grande e ha una forma strana ... Con l’occhio allenato alle pagliuzze del Ticino risulta difficile pensare di trovare qualcosa del genere.
Eppure  il dubbio c’è e si fa sempre più pressante … segue consulto con il socio, che inizia a grattare la piramide contro una roccia per vedere cosa compare sotto il giallo, ma non compare nessun altro colore, anzi diventa sempre più lucida …: è oro!
Di nuovo a “testa bassa” per quel poco che manca prima che il buio la faccia da padrone ma nulla più.
La pepita viene portata, gonfi di gioia, all’amico geologo Giorgio Bogni per le foto “professionali”, le misure e la pesatura: cm 0,97 x 0,59 x 0,41 e gr. 0,96 (foto 6 – 7 – 8 )
Si torna il sabato successivo dopo una settimana di sogni … e si trova ancora un po’ di tutto tranne quello che cerchiamo.
Ad una successiva riunione dell’AOIN ci viene confermata da alcuni esperti l’effettiva difficoltà di ritrovamenti sopra Biella.
Le successive uscite abbiamo seguito il fiume fino a Biella ed oltre ottenendo sempre qualcosa ma non abbiamo ancora superato la “nume
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